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26.04.2012

COMUNICATO STAMPA del 12 settembre 2011

Pro Natura Ticino, casella postale 2317, 6501 Bellinzona

Val d'Ambra: un progetto che fa acqua da tutte le parti

Pro Natura confida in una decisione parlamentare contraria
Pro Natura ribatte a caldo alla presentazione del messaggio governativo sul nuovo impianto in Val d'Ambra: "un progetto che fa acqua da tutte le parti e che distrugge inutilmente una valle intatta". Da quanto riferito nella presentazione ai media, il Consiglio di Stato lo reputa compatibile con i vincoli di protezione della natura. Facile: è il Consiglio di Stato stesso che nel maggio 2009 ha soppresso lo statuto di zona protetta di cui la valle fruiva in base al Piano direttore precedente. Altro argomento: l'impianto sarebbe necessario per aumentare la produzione idroelettrica ticinese. Niente di più sbagliato: il rapporto d'impatto ambientale dice l'esatto contrario: secondo le previsioni, il consumo del nuovo impianto supera di 24 milioni di kWh la produzione (il corrispondente del fabbisogno di 6000 economie domestiche) perché pompare richiede più energia di quella che si ricava turbinando la stessa acqua.

Più avanti ancora: si è rinunciato ad un paragone con il progetto alternativo della Verzasca perché la Verzasca SA non l'ha chiesto. Sarà vero. Ma le acque appartengono al Cantone rientra quindi nella responsabilità politica del Consiglio di Stato, continua Pro Natura, cercare soluzioni, possibilmente concordate con tutti i partner, quindi in questo caso oltre che con AET anche con la Verzasca SA, le associazioni per la protezione dell'ambiente e quelle dei pescatori.

Pro Natura confida che quest'opportunità possa essere recuperata, in quanto alternative convincenti al progetto in Val d'Ambra ci sono e sarebbero realizzabili più celermente che perdendo anni su un progetto solo perché è altamente conflittuale.