Lopinga achine disegno Flavio Del Fante

Baccante

La Baccante è una farfalla di media grandezza e colore generalmente scuro, passa facilmente inosservata nella penombra del sottobosco.

Questa specie rara è protetta a livello federale e quindi anche a livello cantonale, perciò Pro Natura Ticino ha promosso l'elaborazione di un piano d'azione per la protezione di due specie prioritarie: la Baccante (Lopinga achine) e la Lycaeides argyrognomon per la cui conservazione il nostro Cantone ha una responsabilità particolare. Attualmente sono in preparazione gli interventi concreti.

Le popolazioni ticinesi sono da considerarsi d'importanza nazionale (ed europea). Le popolazioni svizzere sono considerate serbatoio di importanza continentale per questa specie. Altre 4 aree in Svizzera, oltre quella ticinese, hanno lo stesso grado di responsabilità.

Lo scopo del programma di conservazione delle specie prioritarie "Swiss Butterfly Conservation" ha quale scopo di limitare la regressione e d'evitare l'estinzione delle specie di farfalle diurne più minacciate del nostro paese. 

Obbiettivi generali del piano d'azione

  • Identificare, conservare e favorire le principali popolazioni ancora esistenti. 
  • Aumentare gli effettivi delle popolazioni per assicurare la loro conservazione a lungo termine. 
  • Favorire o ristabilire gli scambi tra sotto-popolazioni. 
  • Evitare nuove estinzioni locali.
  • Formulare delle misure di gestione favorevoli alla specie applicabili a più siti del paese.

Identificazione della farfalla

Una baccante a riposo Markus Fluri

La parte superiore è marrone cioccolato, con degli ocelli chiari visibili solamente quando la farfalla si posa a prendere il sole con le ali semiaperte. La faccia inferiore delle ali, generalmente più facile da osservare, è decorata con grandi ocelli e segni bianchi e beige. I disegni bianchi sono ben sviluppati nella sottospecie saltator, al nord delle Alpi, mentre lo sono meno nella ssp. nominale osservabile al sud delle Alpi.

La femmina si distingue dal maschio per la tinta generale leggermente più chiara, i disegni giallastri più estesi sulla faccia superiore delle ali e per la banda bianca più continua attorno agli ocelli della parte inferiore delle ali posteriori.

Distribuzione storica e attuale (fino al 2005)

I dati storici riguardanti la Baccante sono limitati. La discrezione della specie, specialmente dove forma popolamenti di piccole dimensioni, è probabilmente la causa di queste poche osservazioni. Comunque tra il 1970 e il 2000 è stata osservata almeno una volta in tutte le valli ticinesi principali. Il popolamento più importante e che negli anni è stato osservato regolarmente è quello del S. Giorgio.

In questi anni in quasi una quindicina di siti non si è più trovata la specie, mentre ne sono stati scoperti tre nuovi. Preoccupa il non ritrovamento della specie nelle valli superiori, salvo Verzasca e l'unica stazione della Riviera (Val d'Ambra). Si spera che possano ancora esistere piccole popolazioni passate inosservate finora.

Biologia

Bruco di baccante Markus Fluri

Generalmente a seguito di un solo accoppiamento e di solamente 2 o 3 giorni di maturazione, la femmina depone le uova, da posata, lasciandole cadere una a una nella vegetazione. Il 52% delle uova viene deposto in una stretta fascia erbacea situata sotto i primi alberi del margine boschivo. La struttura delle uova le rende particolarmente sensibili alla disidratazione ed esse muoiono se deposte in ambiente aperto e completamente soleggiato.

I bruchi appaiono dopo 10 giorni, si nutrono molto lentamente, ibernano al terzo stadio dalla fine di settembre ad aprile. In primavera la loro attività è crepuscolare-notturna. L'habitat è molto specifico: i bruchi sopravvivono unicamente nelle zone erbose situate tra il limite del bosco fitto e il margine boschivo aperto e soleggiato; dal 40 al 60% dei bruchi si trova nei primi 2 metri a partire dal margine alberato. Il bruco si trasforma in crisalide alla base della vegetazione e circa 16 giorni dopo appare la farfalla adulta.

Piante ospite conosciute: Brachypodium sylvaticum (Svizzera), Carex alba, Carex montana, Brachypodium pinnatum (Germania, Svezia, Svizzera?). In Svizzera e in Ticino molto probabilmente anche Molinia arundinacea.

I maschi sono poco mobili e tendono a raggrupparsi in alcuni punti chiave soleggiati per aspettare il passaggio delle femmine sfarfallate da poco; le femmine per contro si mostrano meno e tendono a restare nel sottobosco, ma sono più mobili e assicurano così la dispersione della specie.

Gli adulti praticamente non frequentano i fiori, si nutrono di sali minerali che trovano sullo sterco in decomposizione e la terra umida dei sentieri e a volte anche sulla linfa degli alberi feriti.

Habitat

La Baccante ama i boschi termofili di bassa altitudine (fino a circa 1100 m), con umidità relativa elevata.

La struttura dell'ambiente è più importante della composizione botanica! Boschi aperti con un sottobosco abbastanza luminoso, poco o leggermente incespugliato e ricco di graminacee sono apprezzati da questa specie. La struttura paesaggistica si avvicina a quella di un pascolo boscato e agli stadi iniziali di imboscamento dovuti all'abbandono delle pratiche agricole o degli interventi regolari di ceduazione. Nel Sud delle Alpi sono pure importanti i paesaggi con massicci rocciosi con suolo superficiale e ricchi di betulle. Sono necessari molti margini boschivi sinuosi e radure più o meno ombreggiate. Il rapporto margine/bosco deve essere elevato.

I fattori edafici sono spesso determinanti: suoli magri, temporaneamente molto umidi, generalmente secchi in estate, compatti, al riparo dal vento, o rocciosi, determinanti una crescita non ottimale degli alberi e dunque la formazione di una chioma poco sviluppata.

Minacce principali

  • Chiusura della copertura forestale a seguito dell'abbandono dello sfruttamento a ceduo e del pascolo in foresta.
  • Espansione del rovo (soprattutto Rubus fruticosus) e della felce aquilina (Pteridium aquilinum).
  • Sfruttamento agricolo fino al limite del bosco, non esiste più il margine boschivo.
  • Asfaltatura delle strade e dei sentieri forestali.
  • Sfalcio, gestione inadeguata dei bordi dei sentieri forestali.
  • Prosciugamento delle foreste alluvionali o umide e modificazione del sottobosco.
  • Frammentazione degli ambienti, isolamento delle popolazioni, densità di individui insufficienti.

Misure di conservazione

Le azioni da intraprendere devono in linea generale seguire queste misure:

  1. Rimettere in luce i boschi divenuti troppo densi e con strato erbaceo completamente ombreggiato, attraverso dei diradi e/o dei rinnovamenti specifici (taglio del 20%-50% degli alberi a seconda della situazione).
  2. Creare degli orli e dei bordi soleggiati, soprattutto lungo sentieri e strade sterrate.
  3. Sorvegliare l'evoluzione della situazione dopo gli interventi.
  4. In caso di problemi (proliferazione di rovi, felce aquilina o altre specie non utili alla farfalla) prevedere un intervento di sfalcio mirato (sfacio tardivo, decespugliamenti puntuali).
  5. Favorire le quercete e recuperare gli ambienti idonei quali le selve castanili gestite.
  6. Prevedere un'informazione mirata per gli specialisti (forestali) e per il grande pubblico.

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