Monte San Giorgio: una perla da rispettare

25.05.2022

Pro Natura Ticino e la STAN - Società ticinese per l'arte e la natura - hanno ricorso contro l'autorizzazione dei municipio di Mendrisio, Riva San Vitale e Brusino Arsizio di trasformare 36 chilometri di sentieri escursionistici sul San Giorgio in piste per mountain bike (MTB). Le associazioni chiedono al Consiglio di Stato di annullare questa decisione perché essa viola numerose disposizioni di legge che tutelano il Monte San Giorgio e la sua fruizione tranquilla e rispettosa da parte degli escursionisti.

Secondo l'istante del progetto, l'Organizzazione turistica regionale Mendrisiotto e Basso Ceresio, le nuove piste sono concepite per attirare un numero importante di nuovi utenti di MTB e riposizionare così l'offerta turistica del San Giorgio su scala regionale, nazionale e internazionale. Con domanda del marzo 2021 essi hanno in realtà chiesto percorsi MTB ancor più lunghi: 43 chilometri in tutto, quasi integralmente all'interno del paesaggio protetto d'importanza nazionale del San Giorgio. Le autorità hanno però ritenuto che due percorsi circolari di 6,75 chilometri di lunghezza fossero talmente dannosi per la natura e il paesaggio da doverli escludere dall'autorizzazione. Restano così i 36 chilometri autorizzati.

No ad una promozione degradante

Secondo le associazioni questa politica di promozione banalizza l'unicità del Monte San Giorgio, un patrimonio mondiale dell'umanità dell'UNESCO per i suoi fossili, facendola diventare una rumorosa ed affollata palestra all'aperto come ne sono sorte negli ultimi anni un po' ovunque. Già il dossier di candidatura del San Giorgio all'UNESCO aveva ammonito che andranno prese misure contro l'affollamento, legato alla notorietà che il monte avrebbe acquisito con il prestigioso riconoscimento. 

In un paesaggio di simile valore naturalistico e culturale un'utilizzazione di questo genere dev'essere pianificata, come ha peraltro previsto il Consiglio di Stato con la revisione della legge sui sentieri pedestri e i percorsi escursionistici messa in consultazione l'ottobre scorso, e non autorizzata ovunque, fin nei paesaggi più preziosi. La promozione unilaterale delle MTB è invece sottratta alla pianificazione del territorio e quindi anche alla volontà della popolazione locale. 

Ci vuole una promozione diversa

Sia Pro Natura che STAN sostengono la mobilità lenta e sostenibile ma reputano che le mountain bike, spesso motorizzate, e i loro utenti non arrecano un plusvalore turistico al San Giorgio. Le due associazioni sostengono una sua fruizione rispettosa, imperniata sull'escursionismo pedestre così come la valorizzazione del Museo dei fossili di Meride. 

C’è inoltre un conflitto tra gli escursionisti e ciclisti: detratti i 36 chilometri di piste MTB agli escursionisti resterebbero ben pochi percorsi riservati a loro soltanto. L'autorizzazione data dai comuni non contiene precauzioni per mitigare, almeno in parte, i conflitti con gli altri utenti del Monte: essa ha rinunciato a chiudere i sentieri pedestri restanti alle MTB e non ha affrontato in alcun modo il rischio né i danni dovuti all'erosione delle piste MTB. Su lunghi tratti esse presentano forti pendenze dell'ordine del 20-30% che rendono ingestibile l'erosione. Non ne soffrono solo il paesaggio o la flora e la fauna (tra cui molte specie rare e minacciate), ma anche la percorribilità, compromessa per gli escursionisti.

Pro Natura e la STAN chiedono pertanto che il Consiglio di Stato pianifichi le future piste MTB (qualora ve ne sia ancora un ulteriore e reale bisogno) in luoghi più idonei e non consenta che nel frattempo un altro lembo prezioso del nostro paesaggio sia sacrificato ad un uso improprio e degradante dei sui valori e della sua fruibilità.

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