Lucertola muraiola © Andrea Persico

Natura in città

Al contrario di quanto si possa magari immaginare, la natura non si ferma alle porte delle città. Secondo studi recenti, la diversità vegetale di un centro urbano sarebbe addirittura maggiore di quella delle aree agricole circostanti, mentre per la fauna siamo a livelli comparabili.

Ciò perché in città, alla varietà degli habitat si vengono ad aggiungere una moltitudine di fattori ecologici particolarmente favorevoli a numerose specie, formando quelli che vengono chiamati "ambienti di sostituzione". Questi prendono il posto di ambienti naturali scomparsi proprio a causa dell'avanzare delle costruzioni. Fra gli esempi più immediati troviamo parchi, giardini e cimiteri, che ricordano prati e foreste. Fra i numerosi altri citiamo il selciato, dalle caratteristiche simili a quelle del greto di un fiume; i muri, che richiamano le rocce naturali; le grondaie regolarmente inondate o i vecchi solai tanto amati dai pipistrelli. Certo, non tutte le specie si spingono fino in centro e non tutte arrivano per conto proprio. La città rimane il luogo in cui la mano dell'uomo si fa sentire con più forza e parchi, orti e giardini sono costellati di essenze non indigene. In alcuni casi ci sono piante non autoctone che finiscono per trovarsi talmente bene, che si sviluppano oltremodo, diventando invasive.
Alla luce di questi elementi, appare evidente l'importanza che gli ecosistemi urbani assumono, sia per la conservazione della biodiversità, sia per il loro ruolo di laboratorio ecologico. I rapidi cambiamenti a cui sono sottoposti portano infatti gli organismi a sviluppare inattese strategie di adattamento, o conducono a veloci fenomeni di speciazione o ibridazione. Spesso, con interventi semplici ed economicamente vantaggiosi, è possibile favorire l'insediamento della natura in città, a tutto vantaggio di chi la abita. Pro Natura agisce per sensibilizzare la popolazione in questo senso, e promuove una maggiore attenzione a livello di progettazione e manutenzione.

Interventi consigliati:

  • eliminazione delle barriere inutili, come gradini e cordoli, che impediscono agli animali di transitare
  • eliminazione di reti o recinzioni inutili, invalicabili per molti animali
  • impiego di essenze indigene in parchi e giardini: la fauna autoctona vi nidifica, se ne nutre o vi trova rifugio
  • mantenimento di cavità e anfratti nei muri, rifugi utilissimi per animali e vegetali di ogni tipo
  • evitare di falciare troppo spesso i prati (non più di due o tre volte all'anno e meglio a fine estate) in modo da permettere la diffusione di molte specie vegetali e animali
  • limitare le superfici asfaltate che, oltre ad essere costose, impediscono all'acqua di penetrare nel suolo aumentando il rischio di inondazioni. Meglio ciottoli o ghiaia, habitat ideali di molti organismi

Per maggiori informazioni potete consultare la rivista di Pro Natura Ticino numero 18 (ottobre 2008).

La biodiversità nelle zone urbane è molto importante sia per il numero di specie presenti che come elemento naturale in città, come dimostrato dallo studio BiodiverCity del WSL.

Per quanto riguarda la pratica, l'esempio è quello della città di Zurigo. Grün Stadt Zürich, l'ente che gestisce il verde pubblico a Zurigo, si pone all'avanguardia a livello europeo nel suo settore. La fusione dei servizi comunali dei parchi e giardini, delle foreste e dell'agricoltura, ha portato ad operare in modo estremamente efficace. Alla natura indigena viene dato più spazio e, così facendo, vengono risparmiati anche fondi pubblici. Il costante contatto con la popolazione, che offre consigli e proposte, ha permesso di costruire un rapporto di fiducia fra autorità e cittadini che soddisfa entrambi, a tutto vantaggio della qualità della vita in città. Il lavoro, portato avanti da ben 430 collaboratori, è stato oggetto anche di un libro.

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