"Fate sgomberare la foce del Ticino"

08.03.2002

Lo chiedono al Governo le associazioni ambientaliste.
Con un'istanza d'intervento rivolta al Consiglio di Stato le tre associazioni ambientaliste Pro Natura, WWF e Ficedula ­ Società Pro Avifauna della Svizzera italiana, come pure le associazioni mantello nazionali chiedono al Consiglio di Stato di porre finalmente termine ad un'occupazione industriale illegale della foce del Ticino che perdura ormai da mezzo secolo con grave danno alle Bolle di Magadino.

L'istanza, datata 8 marzo, fa seguito alla situazione di grave e continua violazione della legge da parte del Silos Ticino, apertamente tollerato e protetto dal Cantone da oltre 30 anni. Nel documentario di Falò, messo in onda dalla TSI giovedì 7 marzo, il legale del gruppo industriale Ferrari, cui il Silos Ticino fa capo, come pure l'On. Borradori hanno tentato di giustificare la presenza degli impianti industriali nel cuore delle Bolle con un interesse pubblico. Secondo le associazioni ambientaliste un tale interesse è però del tutto aleatorio poiché privo di qualsiasi base pianificatoria. Accogliendo un ricorso di Pro Natura lo stesso Consiglio di Stato aveva respinto nel 1990 la zona industriale, proposta dal Comune di Locarno alla foce del Ticino nel tentativo di legalizzare a posteriori la presenza degli impianti industriali, per via del loro insanabile contrasto con il diritto superiore. Tuttavia il Consiglio di Stato non diede seguito né a quella sua stessa sentenza né alla decisione del 1978 di allontanare il Silos dalle Bolle, dando prova di un'incoerenza e di un'equivocità che hanno dell'incredibile.

Di fronte all'incapacità e alla mancanza di volontà politica del Cantone a risolvere il problema del Silos Ticino, il 25 gennaio scorso Pro Natura ha sottomesso al Consorzio Correzione Fiume Ticino, con il sostegno del WWF e della Ficedula, un'offerta d'acquisto del sedime su cui si trovano, in affitto, gli impianti industriali. Con questo tentativo le associazioni ambientaliste volevano destinare l'area in questione, entro termini ragionevoli, alla propria vocazione naturalistica. La proposta d'acquisto viene bocciata dal Consorzio il 5 marzo.

Pro Natura, WWF e Ficedula intendono promuovere con uno sforzo notevole la dislocazione del Silos Ferrari che reputano inevitabile per risolvere il maggior problema della principale zona protetta del Canton Ticino. Reputano però che sia ormai giunto il momento in cui il Governo debba intervenire direttamente, senza ulteriore remore, e porre così fine a quello che la TSI, a giusto titolo, considera uno scandalo politico e giuridico di prima levatura. 


Su richiesta sono ottenibili per via elettronica sia il testo integrale dell'istanza (tre cartelle) che la cronistoria del Silos Ticino (cinque cartelle), che documenta l'interminabile serie di abusi del Silos Ticino e la protezione e tolleranza di cui gode da parte dell'autorità cantonale.

Comunicato di stampa congiunto:
- Pro Natura Ticino
- WWF Svizzera italiana
- Ficedula, Società Pro Avifauna della Svizzera italiana


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