Preparare il giardino naturale alla stagione fredda
Quando le temperature scendono, molti di noi trascorrono meno tempo all’aperto, ma i nostri giardini naturali continuano a essere pieni di vita. Più sono diversificati e vicini allo stato naturale, più attirano animali che vi si fermano per una breve tappa o per viverci in pianta stabile.
Quali animali vengono a trovarmi naturale durante la stagione fredda?
Con un pizzico di fortuna, in autunno potreste avvistare un riccio durante la sua ultima uscita prima del letargo e più tardi uno scoiattolo che preleva nocciole da una delle sue 2000 dispense segrete. Magari vi capiterà anche di osservare una cedronella, la farfalla dal caratteristico colore giallo limone, svernare nel mucchio di rami che avete predisposto. I merli, le cince e i picchi rossi maggiori, invece, vivono felici tutto l’anno nel vostro giardino naturale.
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Vasco Persico
- Picchio muratore
Ripulire o non ripulire? Questo è il dilemma!
Per godere di tante belle osservazioni in inverno, bastano poche cure in autunno e in determinate aree è importante non intervenire affatto prima dell’arrivo del freddo. Affidate una generosa porzione del vostro giardino alla natura: non falciate, non potate, non rimuovete le foglie morte né i rami secchi. Per il cardellino le capsule di semi sono un’apprezzata fonte di cibo, le farfalle aurora e macaone svernano sotto forma di crisalidi ancorate agli steli secchi e i ragni trovano rifugio nella lettiera, giusto per menzionare alcune delle specie che vi saranno grate per aver avuto il coraggio di lasciare alcuni angoli del vostro giardino allo stato naturale. E aspettate di vedere il tripudio di vita che vi rinascerà in primavera!
Qui sotto, abbiamo riunito le risposte ad alcune delle domande più frequenti affinché sappiate come prendervi cura del vostro giardino naturale in autunno e prepararlo al meglio per l’inverno.
L’ultima falciatura va effettuata in ottobre con tempo secco e avendo cura di lasciare l’erba alta almeno 10 cm. Spargete uniformemente l’erba falciata sul prato per farla seccare, rivoltatela regolarmente e rimuovetela la sera del terzo giorno.
Per informazione: non falciate mai tutto il prato, lasciate su circa il 10% della superficie delle strisce di erba alta, gli steli secchi sono un apprezzato rifugio invernale per gli insetti. Ricordate di cambiare le zone in cui lasciate le strisce di erba alta.
Importante: non utilizzate robot tosaerba o decespugliatori, perché non si fermano davanti agli animali e sono mortali per i ricci, gli anfibi e gli insetti.
Che fare del fieno o dei residui della falciatura?
I residui della falciatura possono essere valorizzati in diversi modi, ad esempio possono:
- essere sparsi nell'orto come pacciamatura;
- essere utilizzati come foraggio per piccoli animali o cavalli;
- essere ammucchiati per creare un cumulo d’erba che serve da rifugio per animali in inverno;
- diventare compost per il giardino (meglio se mescolato a resti di cucina e foglie);
- essere consegnati a un impianto di biogas.
Dipende da dove si trovano.
- Sentieri e luoghi non impermeabilizzati: rimuovete le foglie morte prima dell’inverno. Se si decompongono lì, la manutenzione di queste superfici si fa subito più complicata.
- Sotto gli alberi: se durante l’inverno l’area ai piedi dell’albero non è utilizzata come via di passaggio o come luogo di relax, lasciate le foglie morte dove si trovano. Offrono un habitat alla microfauna, oltre a proteggere e concimare l’albero.
Potete raggruppare le foglie morte in un mucchio, utilizzarle per ricoprire le aiuole di piante perenni, aggiungerle al compost o utilizzarle per ricoprire un rifugio per ricci.
L’autunno è il periodo ideale per piantare un albero o un arbusto.
Gli arbusti possono essere piantati tra marzo e aprile o da settembre a novembre. Importante è che non sia gelato il terreno. Piantateli a gruppi, preferibilmente una sola specie per metro quadrato. In aprile potrete poi colmare gli spazi vuoti con una miscela di sementi da prato.
Gli alberi da frutta si potano in inverno, tutti gli altri alberi in estate.
Alberi da frutta di massimo 5 anni:
- potateli ogni inverno;
- in inverno, utilizzate un proteggi-tronco: quando un lato dell’albero giovane è scaldato dal sole e l’altro resta congelato, sul tronco si formano sottili crepe dovute al gelo attraverso le quali parassiti e funghi possono penetrare nel tronco. Un proteggi-tronco può essere costituito da un sacco di juta avvolto attorno al tronco oppure da una spennellata di calce bianca.
Alberi da frutta di almeno 5 anni
Gli alberi da frutta a partire dai 5 anni devono essere potati soltanto ogni 2–3 anni, sempre in inverno. La potatura corretta di un albero da frutta richiede conoscenze specialistiche. Seguite un corso o rivolgetevi a un professionista.
- Quando: da novembre all’inizio di marzo
- Come: curate le siepi selvatiche relativamente grandi e disposte su più file procedendo per sezioni e in modo selettivo. Non potate più di un quarto di siepe per volta. Le siepi disposte in un’unica fila possono essere sfoltite in modo selettivo su tutta la loro lunghezza ogni 3-5 anni.
- Sfoltitura: assicuratevi che le specie a crescita bassa abbiano spazio a sufficienza, potate quelle a crescita rapida e create così condizioni migliori per lo sviluppo delle specie più lente.
- Consiglio: potate con parsimonia, eliminate soltanto lo stretto necessario, per esempio la parte che si estende sul terreno del vicino o sul marciapiede.
Lo sapevate? Tra i rami delle siepi svernano molte uova d’insetti, tanti bruchi e numerose crisalidi.
Per informazione:
- lasciate alcuni arbusti morti all’interno della siepe, possono servire da sostegno naturale per le piante rampicanti;
- non tritate gli scarti della potatura, usateli per costruire una catasta di ramaglie;
- in inverno, lasciate le foglie morte al suolo o riunitele in un mucchio.
Importante: tra la metà di marzo e la metà di agosto, evitate qualsiasi intervento (p. es. potatura delle siepi). È il periodo di cova di tutti gli uccelli e la legge vieta di disturbarli in alcun modo.
- Le specie annuali e le piante perenni le cui parti aeree muoiono in inverno possono essere tagliate al piede alla fine dell’inverno.
- Le piante rampicanti e gli alberi da frutta a spalliera devono essere potati e legati in inverno, perché non sono in grado di restare aggrappati al loro sostegno.
Per informazione: la potatura degli alberi da frutta a spalliera richiede molta attenzione e tanto lavoro nei primi anni. Consultate uno specialista in alberi da frutta. - Durante l’inverno, nel limite del possibile lasciate le foglie al suolo, sotto le piante.
- Le piante rampicanti possono essere messe a dimora in autunno o in primavera.
Da novembre a marzo potete tranquillamente lasciarli stare, perché costituiscono un rifugio naturale e un riparo sicuro per il periodo del letargo per molti animali, come i ricci.
Precisiamo subito che non è necessario vuotare i vasi ogni autunno.
- Lasciate che in inverno le infiorescenze secchino sulla pianta, sono sia fonte di cibo sia riparo per uccelli e insetti.
- Se il vaso non è esposto alla pioggia, innaffiatelo anche in inverno, una volta al mese nelle giornate senza gelo.
- Proteggete le piante perenni selvatiche da un’evaporazione eccessiva ricoprendo la terra con uno strato di foglie morte spesso 2–3 cm.
- Nei periodi di freddo intenso, potete avvolgere le piante delicate (p. es. le erbe aromatiche mediterranee) e i vasi nella juta o in vecchie lenzuola.
- In ottobre, poggiate i vasi di grandi dimensioni su listelli di legno di 3 cm di spessore. In questo modo, evitate che la zolla congeli e prolungate la durata di vita dei vasi.
- Trasferite all’interno le piante che non resistono al freddo, in un luogo luminoso e fresco (5-10 °C).
Le casette che da noi vediamo un po’ ovunque sono aiuti alla nidificazione per gli uccelli che nidificano in cavità.
Il periodo ideale per posizionare una casetta per uccelli è la fine dell’estate o l’autunno, e bisogna tenere in considerazione i punti seguenti:
- posizionate la casetta all’ombra o in mezz’ombra e al riparo dai predatori;
- l’apertura deve essere sempre liberamente accessibile e, nel caso ideale, orientata a sud-est;
- in giardino, posizionate al massimo una casetta ogni due alberi, altrimenti possono insorgere conflitti territoriali. Tra le casette destinate alla stessa specie mantenete una distanza di circa 10 m;
- posizionate la casetta in modo che possiate raggiungerla con una scala, dato che di norma dovrete darle una pulita una volta all’anno;
- la casetta deve essere fissata saldamente e non dondolare quando soffia il vento;
- quando fissate la casetta, prestate attenzione a non danneggiare l’albero.
Manutenzione: il periodo ideale va da ottobre alla fine di febbraio, se però notate che un animale vi ha trovato rifugio per l’inverno rinunciate alla pulizia.
- Rimuovete il vecchio nido e spazzolate l’interno della casetta. In caso di forte infestazione di parassiti, disinfestate con una fiamma viva (p.es. cannello da cucina o becco di Bunsen).
- Non andate a controllare la casetta nel periodo di cova, ossia da metà marzo a metà agosto, per non disturbare gli uccelli.
Hotel per api selvatiche: no. In autunno e in inverno la nuova generazione di api selvatiche si sviluppa all’interno di nidi ben chiusi. Evitate quindi qualsiasi intervento in questo periodo.
Hotel per calabroni/bombi: i calabroni e i bombi muoiono alla fine dell’autunno e le giovani regine svernano in un altro luogo protetto, non all’interno dell’hotel. Durante l’inverno potete dunque sostituire il materiale usato per il nido, seguendo le stesse istruzioni che avete usato per la costruzione iniziale.
Gli interventi in uno stagno devono essere eseguiti soltanto in autunno.
- In caso di proliferazione eccessiva delle alghe, potere rimuovere le alghe filamentose con un retino o un rastrello.
- Tagliate una parte delle piante nell’acqua e sulla riva il più possibile al piede e rimuovete gli scarti con un rastrello. Sapevate che le parti di piante in decomposizione sotto il ghiaccio possono produrre gas di putrefazione pericolosi per gli animali che vivono nello stagno?
- In inverno non tagliate le piante da canneto, fatelo soltanto in primavera, perché assicurano uno scambio minimo di gas in caso di formazione di ghiaccio.
- Rimuovete regolarmente le foglie morte dalla superficie dell’acqua. Se posizionate una rete, assicuratevi che non tocchi l’acqua.
- Drenate completamente i piccoli stagni ogni 2–4 anni e quelli grandi ogni 4–10 anni (scarico dal fondo o pompaggio). Rimuovete il fango dal fondo e gran parte delle piante, radici incluse. Uno strato di fango troppo spesso compromette la qualità dell’acqua favorendo la formazione di gas di putrefazione. Lasciate una parte delle piante per fornire un rifugio agli animali acquatici e consentire alla vegetazione di rigenerarsi.
Prevenire la formazione di ghiaccio: se lo stagno non contiene piante da canneto, potete prendere un mazzo di canne o arrotolare una stuoia di canne e posizionarli nell’acqua avendo cura di farli sporgere di almeno 20 cm.
Per informazione: lasciate gli scarti vegetali ripescati o tagliati accanto allo stagno per alcuni giorni, così date modo agli animali catturati inavvertitamente di tornare in acqua.
Mini-stagni: i mini-stagni all’interno di vasi in terracotta devono essere svuotati in autunno perché questi contenitori non resistono al gelo.
Non utilizzate sale antigelo per liberare i sentieri e le superfici non impermeabilizzate perché può danneggiare le pietre naturali e gli alberi, oltre a nuocere alla fauna.
Non rimuovete completamente la neve dai sentieri e dalle superfici non impermeabilizzati per evitare di scalfire e danneggiare lo strato superficiale.